La storia di PlayStation è piena di opportunità mancate. Sony è stata la prima volta nel boom dei giochi casual con proposte come SingStar e Buzz. Questo però ha permesso alla concorrenza di indiduare determinati segmenti di domanda e portare via mercato a Sony.

Ora la storia sembra destinata a ripetersi: l’industria è piena di rumors sulle attività di Microsoft e Google. I due giganti della tecnologia sembrano pronti a tenere battaglia sulla via del Cloud Gaming.

PlayStation Now ha generato molto clamore nei primissimi giorni dal lancio.

È completamente colpa del gigante giapponese, naturalmente. Da quando ha acquistato Gaikai (a metà del 2012) è stato chiaro che è un prova operativa di quella che sarà l’offerta Sony del futuro. Ovviamente letta e interpretata in chiave cloud. L’obbiettivo dichiarato al lancio di Playstation Now è stato quello di gettare le basi (“tra circa cinque anni”) per rendere obsoleto l’hardware fisico.

Cosa c’è di vero nella “rivoluzione” tecnologica portata da PlayStation Now

In realtà, è probabile che si tratti di una linea temporale ottimistica, quella ipotizzata da Sony con Playstation Now. Con Google sul piede di guerra con Stadia e Xbox pronto, “a coda di pavone”, per Project xCloud, la guerra per il mercato cloud è appena inziata. È diffcile credere che, con i ritmi che sta tenendo attualmente PlayStation sia in grado di tenere il passo.

Questa cosa è deludente perché PlayStation Now vanta un’esperienza maggiore rispetto alla concorrenza. È disponibile (nelle sue forme embrionali precedenti) da diversi anni in alcuni territori e funziona abbastanza bene. Le fluttuazioni della larghezza di banda possono causare il macroblocco e altri artefatti dell’immagine. La latenza del controller non è impeccabile, ma i giochi che non sono frenetici risultano comunque godibili.

Perchè Playstation Now è marginale in questa guerra streaming?

Data la portata e la capacità delle server farm di Microsoft e Google, sembra che PlayStation Now non abbia la potenza di calcolo sufficiente per servire gli utenti. Semplicmente pare che il sistema pensato da Sony non sia abbastanza potente da gestire molte richieste in contemporanea.

Sembra proprio che gli sforzi di PlayStation Now in questo segmento di mercato siano risicati al punto tale da auto-punirsi.

Contemporaneamente Microsoft e Google stanno cercando di scalzare il primato di Sony puntando tutto sulla tecnologia del cloud streaming.

Dalla moda per il cloud al declino di Sony

È possibile che il gioco basato sul cloud possa diventare l’ennesima moda passeggera. Se dovesse realizzarsi questa ipotesi allora il gigante giapponese avrà fatto bene a temporeggiare. Ma se non fosse così? Che fine farebbe Playstation Now?

Sony ha sempre buone idee ed eccezionali intuizioni ma la storia di Playstation è piena di buone intuizioni sfruttate dalla concorrenza per conquistare nuovi mercati videoludici.

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